All'inizio di un nuovo anno si è solitamente pervasi dalla sensazione che qualcosa stia cambiando o cambierà nelle settimane successive. La maggior parte delle volte, tali aspettative vengono disattese. Ma io voglio giocare. Immaginare di poter scegliere cosa cambiare nella mia vita. Probabilmente sono desideri condivisi. Da gente - come me - che spesso si fa i film.
Prima di tutto, vorrei avere più tempo. Una giornata da 30 ore. E lavorarne solo 8. Aver più tempo per leggere. Autori nuovi, generi nuovi. E imparare. Nuove lingue, tecniche di decorazione, cucina, sartoria (beh, mi basterebbe saper riparare o modificare i miei vestiti). Più tempo per studiare musica. Migliorare il mio diteggiare arrancante sulla tastiera del pianoforte. E riprendere in braccio la chitarra. Più tempo per vedere film. Mi sono accorta di apprezzare quelli francesi, a volte pure italiani.
Vorrei più silenzio. Per sentir bene la musica con il volume al minimo. Per riuscire ad ascoltare i miei pensieri. E riuscire a leggere tra le righe di quelli degli altri.
Vorrei abitare vicino alle persone che amo. Per poterle raggiungere anche in una giornata come questa, nonostante l'abbondante nevicata.
Vorrei innamorarmi come quella volta, che non me lo ricordo quasi più.
Negli ultimi tempi sto apprezzando l'"evento matrimonio". Da brava disillusa (...), non in quanto "giorno più bello della vita" di chicchessia, ma come occasione d'incontro di vecchi amici, che magari non si vedono "da una vita".
Nonostante abbia un esame importante fra poco meno di 48 ore, ieri non volevo mancare al matrimonio del mio "vecchio amico" Alby, prima di tutto perchè "se non lo vedo non ci credo", e in secondo luogo per rivedere tanti altri vecchi amici, curiosa di osservare come sono cambiati nel frattempo (beh, non sarò solo io ad essere "cresciuta"...).
Avevo ragione: sono stata bene. Addirittura meglio di un tempo: credo che questo dipenda dalla sottoscritta, da allora fortunatamente mutata in una specie di cactus meno spinosa. Chissà se anche loro hanno percepito il mio cambiamento.
Peccato che a questo punto della vita bisogna aspettare un "nuovo evento" per rivedersi...sempre che si venga invitati, ovviamente.
Ah, dimenticavo: tanti auguri agli sposi, che mi piacciono tanto.
Non ho potuto resistere. Per domani sera - la vigilia di una parte dell'esame finale dell'Anno Accademico (che è la prova pratica, per inciso, e non L'ESAME) - mi sono programmata un "ritorno alla giovinezza": tornerò, dopo quasi 10 anni, ad un concerto dei Bluvertigo. Forse non mi sentirò come allora, ventenne emotiva e curiosa del futuro, ma lo spero. Mi piacevano davvero tanto: per i loro testi surreali, la dialettica che invidierò sempre, la teatralità, l'estrema capacità di tradurre le emozioni in suono, la naturalezza dell'(apparente) improvvisazione.
Immagino che da queste poche righe si capisca molto della mia essenza. E delle mie priorità. Sono fatta così: le passioni, la sola possibilità di provare emozioni che mi facciano sentire viva, passano avanti a qualsiasi cosa (beh, forse non proprio a tutto, ma quasi). Non so quanto possa essere un comportamento "biologicamente vantaggioso" per la sottoscritta, ma tant'è. Sarò ossessivo-compulsiva? Può essere.
Spero che per un paio d'ore mi facciano sentire più leggera, serena, piena di energie. ..e che mi facciano andare a nanna presto, che sennò mercoledì mattina combino disastri!
In un giorno in cui non sento parlare d'altro che del "grande rientro" degli italiani dalle vacanze sudiste, non posso non pensare allo scorso anno, quando dopo Ferragosto ho intrapreso un viaggio in auto - da sola - lungo tutta la penisola. In senso contrario.
Continuo a pensare che la A14 sia l'autostrada più bella d'Italia, perchè per buona parte del tragitto permette di ammirare uno spettacolo straordinario: il mare.
Se chiudo gli occhi (o fisso il soffitto pallido), posso rivivere nitidamente...
...Gradara con il suo castello...
...gli spiedini di gamberetti di Pesaro (slurp!)...
...le piattaforme per l'estrazione del gas al largo di Ancona...
...la brevità del Molise...
...il promontorio del Gargano visto con una prospettiva diversa dal solito...
...gli oleandri che fungono da spartitraffico per centinaia di chilometri...
...le distese di ulivi sulla terra rossa alle porte del Salento, che ad un certo punto si fanno da parte per permetterci di godere della magnifica vista della città di Ostuni...
Ehhhhhhhhhh...vabbè. Non vedo l'ora di scendere, prendere l'auto e attraversare Milano... .... .... ...................... ............................. .............................
A
PS: si ringrazia AR per la fotografia gentilmente concessa.